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Sostenibilità, con le BCorp chiediamo il sì alla norma europea

Insieme a numerose altre BCorp italiane abbiamo sottoscritto nei giorni scorsi un appello al governo italiano perché sostenga l’adozione della Direttiva europea sul Dovere di diligenza delle imprese ai fini della sostenibilità (Cs3d). L’auspicio è che si arrivi presto ad un quadro normativo chiaro e univoco a livello dell’Unione Europea su questo tema, in modo che le aziende non debbano fare i conti con standard differenti fra i Paesi e frammentazione normativa, che crea complicazioni e diseguaglianze. Il governo italiano può avere un ruolo significativo nel buon esito del percorso e per questo è nato l’appello formale, consegnato a Roma nei giorni scorsi.

La direttiva, messa a punto da Parlamento e Consiglio europeo al termine di un lungo processo di negoziati, “riflette un equilibrio attento e pragmatico tra l'impegno risoluto a tutela dei diritti umani e della sostenibilità - si legge nell’appello - e la necessità di cautela nell'imporre nuovi obblighi alle imprese in una fase di incertezza e complessità nel mercato globale". Una risposta positiva, in altre parole, alla necessità di armonizzare le regole su questioni che ci stanno particolarmente a cuore, come BCorp e Società benefit: sostenibilità sociale e sostenibilità ambientale.

Con la Corporate Due Diligence Directive - questo il nome usato in inglese - verrebbero richieste alle imprese di grandi dimensioni “misure ragionevoli di prevenzione, mitigazione e gestione (dovuta diligenza) delle violazioni dei diritti umani e dell’ambiente, lungo tutta la catena del valore", garantendo “un elevato livello di allineamento con gli standard in materia di dovere di diligenza riconosciuti a livello internazionale”. Rispetto dei diritti umani e sostenibilità ambientale si costruiscono nella pratica quotidiana, lo sappiamo, e per questo è fondamentale che a livello Ue sia introdotta “una legislazione pragmatica, coerente e uniforme”.

Il testo approvato in via provvisoria da Parlamento e Consiglio europeo risponde a questi requisiti: di qui l’appello, sottoscritto da decine di imprese italiane e realtà della società civile convinte che questo sistema “garantirebbe equità per le imprese in tutta l’Ue e consentirebbe di operare in un contesto uniforme e in un quadro normativo semplificato”.

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