La produzione di biometano fa registrare una crescita di rilievo, ma serviranno soluzioni ulteriori per svilupparne pienamente le potenzialità sul territorio nazionale. A dirlo è il Biomethane & Biofuels Report 2026, pubblicato di recente dai ricercatori del Politecnico di Milano, in particolare dall’istituto Energy & Strategy della Polimi School of Management.
Il bioLNG si conferma un elemento chiave per la transizione energetica, anche se il report evidenzia alcuni passaggi indispensabili per accelerare la produzione verso gli obiettivi 2030 indicati nel Piano nazionale integrato per l’energia e il clima: serviranno interventi improntati ad una “visione strategica”, sottolineano dall’istituto del Polimi, per ridurre i margini di incertezza e consentire uno sviluppo adeguato del mercato, dopo l’accelerazione importante negli investimenti legata al PNRR.
L’analisi parte da una stima sulla produzione di biometano pari a 0,9 miliardi di metri cubi nel 2025: nel caso di uno sviluppo accelerato del settore si potrebbero raggiungere i 3,8 miliardi di metri cubi all’anno nel 2030, mentre se le attuali dinamiche proseguissero invariate la produzione nazionale toccherebbe i 2,9 miliardi di metri cubi all’anno.
In entrambi gli scenari, sottolinea il report, gli obiettivi fissati dal Piano nazionale integrato non sarebbero raggiunti: per questo l’indagine evidenzia la necessità di interventi legislativi che possano proseguire il sostegno al settore arrivato con gli stanziamenti del PNRR e le semplificazioni burocratiche degli ultimi anni.
Nel frattempo “sul campo” stanno man mano cambiando le modalità di produzione del biometano, come ha evidenziato in una recente intervista al magazine Materia Rinnovabile il vicepresidente dell’EBA (European Biogas Association) Michael Niederbacher.
Uno dei punti di dibattito infatti è sempre stata la possibile competizione fra la produzione agricola destinata al cibo, quella per l’alimentazione animale e quella per il biometano: negli ultimi anni vengono applicati criteri di sostenibilità più rigorosi, ha evidenziato il vicepresidente EBA, e sta aumentando l’impiego dei sottoprodotti agricoli e dei reflui zootecnici in un’ottica di economia circolare. In pratica, la “formula” del progetto di Maganetti con la Cooperativa Speranza per il bioLNG che alimenta la nostra flotta.